Il mio primo pene, TROVA LA TUA RISPOSTA

il mio primo pene

This is a print version of story Il mio primo cazzo by Sessandro from xHamster. Dunque, era estate, ed era quella di un ragazzo timido e piuttosto solitario, non perchè fossi introverso, ma perchè con due genitori iperprotettivi c'era poco da interagire con chiunque.

Il mio primo pene

D'inverno era casa e scuola, scuola e casa. D'estate sarebbe stata solo casa se non fosse stato che almeno la mattina riuscivo a sgattaiolare via, andando erezione allenamento muscolare giro per la città.

Lo spirito "avventuroso" di quel periodo mi spingeva alla ricerca di strutture edilizie abbandonate da esplorare e, tra queste, c'era uno stabilimento balneare sul lungomare, in disuso da anni a causa dell'inquinamento. Una mattina di metà giugno, dopo un giro per lo stabilimento, ero seduto su quel che restava della sabbia della spiaggia a fissare il mare, quando avvertii la presenza di qualcuno. Mi voltai e vidi un uomo che si aggirava tra le cabine a una ventina di metri da me. Non era cosa strana, come me il mio primo pene poteva accedere, quindi lo osservai senza timore pensando il mio primo pene una volta finito il il mio primo pene giro sarebbe andato via.

il pene durante lerezione non è difficile

Dopo essersi girato un paio di volte a guardarmi entró in una cabina sparendo nell'ombra. Dopo qualche secondo, durante i quali continuai a fissare quella cabina, stavo per voltarmi a farmi i fatti miei, quando lo vidi riapparire sull'entrata, nudo dalla vita in giù, la maglietta tirata sul torace, a gambe larghe, con il mio primo pene cazzo in bell'evidenza. In un primo momento non realizzai bene la cosa, poi concentrai meglio lo sguardo.

Nel frattempo il tipo, dopo essersi ancora guardato attorno per essere certo che potessi vederlo solo io, fece ondeggiare il suo cazzo con un movimento di bacino indicandomi con una mano di raggiungerlo. Lo guardavo con curiosità, vidi che cominció a segarsi fino a raggiungere l'erezione, ma non mi passó neanche lontanamente per la testa di avvicinarmi.

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Invece la fantasia di un 15enne timido e represso cominció a lavorarci sopra. Dire che quel giorno non mi il mio primo pene alla mente gli istanti vissuti in mattinata sarebbe ipocrisia. Ci pensai e ci ripensai e decisi di tornare il giorno dopo allo stesso orario. Arrivó, sempre scrutandosi intorno per verificare che non ci fosse nessun altro che io, e si diresse direttamente alla cabina della volta precedente e davanti alla quale ero seduto sulla sabbia.

Si fermó sulla soglia e si giró portandosi una mano sulla patta massaggiandosi mentre con l'altra mi invitava a raggiungerlo. Io non mi mossi quindi si tolse i pantaloni e gli slip e restó un attimo a gambe larghe e mani sui fianchi. Poi cominció a segarsi e in men che non si dica la mano scorreva avanti e indietro sul cazzo in erezione.

Non sarei dovuto essere presente?

Avrei dovuto andarmene? So solo che ero affascinato da quel che vedevo, la distanza, sia pure più vicino rispetto alla volta precedente, era ancora tale da il mio primo pene permettermi una visione ottimale, ma stavolta rimasi fino all'eiaculazione. Puntuale come un orologio svizzero lo vidi arrivare, sempre controllando che non ci fosse nessun altro, arrivando fino alla cabina.

Era quello che si poteva definire un omone, credo fosse almeno cm alto, non definibile come palestrato ma decisamente massiccio, con un accenno di pancia, che in seguito seppi avere 47 anni. Al contrario io ero estremamente magro, alto solo un metro e settanta, con ancora solo 4 peli messi in croce sul corpo. Senza parlare si spoglió e vidi subito che era causare unerezione in erezione.

Afferrandosi il cazzo alla radice con indice e pollice fece un passo avanti e sporgendo il bacino in avanti cominció a parlare con voce profonda e allo stesso tempo pacata e decisa, esprimendosi, come sempre avrebbe fatto, in dialetto traduco per comoditàe dicendomi ció che ancora ricordo come se fosse successo ieri. Oggi, col senno di poi, posso affermare che avesse un gran bel cazzo, saranno stati più o meno 20, forse 18 o 19 centimetri, ma larghi, decisamente larghi, con una cappella ben proporzionata e grossa.

Le mie gambe si mossero nessuna erezione dopo la allora no che è, erezione mattutina volta negli uomini sole e lo seguii nella cabina.

All'interno mi appoggiai istintivamente ad una parete e lui si paró di fronte a me, con un braccio teso e mano appoggiata al muro affianco alla mia testa, e con l'altra continuando a tenere la mia, che guidó verso il suo cazzo dicendomi "Dai, prendilo in mano, accarezzalo, vedrai che ti piacerà". Ubbidii stringendo la mia mano sul suo cazzo, senza per altro riuscire a contenerlo tutto tanto era grosso rispetto alla mia mano il mio primo pene avendone una gradevole sensazione di calore, morbidezza e durezza al contempo.

Stringevo e mollavo cambiando la posizione della mano per rinnovare la sensazione che provavo senza distogliere lo sguardo dal suo cazzo, poi mi mise le mani sulle spalle e mi disse "Tieni ben stretta la mano, tieni immobile il braccio e guardami in faccia".

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Non capii subito il perchè di quella richiesta ma ubbidii irrigidendo la mano ed il braccio e alzando lo sguardo. Cominció a muovere il bacino avanti e indietro lentamente, letteralmente scopandomi la mano ben stretta intorno al suo cazzo.

Il suo sguardo si fece languido e, passandosi la lingua sulle labbra, mi disse "Dimmi la verità, ti piace, vero? Lui ebbe un gemito, "mmmhhh", accelleró il ritmo del bacino accarezzandomi con una mano il viso e la testa e dicendomi che avevo una manina morbida e calda.

Il mio primo cazzo

Dopo un paio di minuti si fermó e mi fece posizionare il mio primo pene suo fianco destro in modo da potergli afferrare il cazzo e poterlo segare con la mano destra, inizialmente guidato dalla sua mano sinistra, mentre con la destra mi cingeva le spalle. Non dimenticheró mai quella prima sega. Credo che duró una decina di minuti prima che venisse e furono davvero dei bei momenti, tra la soddisfazione che provavo mentre, stringendolo, menavo quel cazzo, lerezione del ragazzo gli incitamenti volgari, ma inaspettatamente graditi, che lui mi indirizzava.

Cominció a rivolgersi a me al femminile chiamandomi puttanella e zoccola, gemendo mentre continuava a dire che avevo una manina dal tocco delicato. Inoltre, la sua mano destra era scivolata dalle spalle lungo la schiena fino a palparmi le natiche, ricavandone il complimento che avevo "un bel culetto". Quando stette per venire mi disse " Non ti fermare, sto sborrando, continua". Tra i suoi sospiri e le contrazioni del cazzo, che avvertivo con la mano, vidi i fiotti fuoriuscire restandone estasiato, mi sembró una cosa stupenda essere stato io a farlo sborrare.

Ricordo che quando se ne andó, lasciandomi solo, andai con le dita a toccare lo sperma sul pavimento per "sentirne" la consistenza. Ebbi l'impressione che fosse il mio primo pene più densa e il mio primo pene della mia e quel contatto non mi dispiacque per niente. Inoltre mi dette appuntamento a una settimana dopo, dicendomi che gli ero proprio piaciuto, ma senza curarsi di quanto avessi o meno gradito.

Che dire, passai quella settimana a contare le ore, avevo proprio voglia di sentire le sue sconcezze, di vedere i suoi atteggiamenti esibizionistici, di sentire ancora al tatto il suo cazzo, e magari di farlo venire ancora. Arrivó il giorno dell'appuntamento con largo anticipo andando direttamente alla cabina. Poichè l'attesa era lunga mi sedetti a terra con le spalle al muro e aspettai. Mi stavo alzando ma mi fermó, dicendomi di restare seduto perchè dovevo vederlo da vicino, poi si spoglió e cominció a segarsi allargando le gambe e protendendo il mio primo pene bacino in avanti fino a ritrovarmi con il suo cazzo ormai duro a pochi centimetri dalla faccia.

Mi disse che voleva accarezzarmi la faccia col cazzo e, tenendolo al solito alla radice con pollice e indice, cominció a passarmelo sulle guance, da destra a sinistra e viceversa, accompagnando con un movimento laterale del bacino.

Poi si staccó leggermente e disse le parole che in quel momento non mi parvero tali ma che più di tante altre restarono indelebili negli anni nella mia memoria, "Dai, prendilo in bocca, assaggialo.

Status Anonymous Voglio raccontarvi un episodio della mia vita che ricordo sempre con piacere.

Ho ancora in mente quegli attimi, con il cuore a mille per l'emozione, chiusi gli occhi e socchiusi leggermente le labbra per richiuderle sulla punta della cappella, per poi farle scivolare indietro, riaprirle e richiuderle con un po' di cappella in più nelle bocca e facendole ancora scivolare indietro. Il tutto finchè non mi ritrovai l'intera cappella in bocca, che a quel punto mi sembró enorme.

Con un gemito disse "mmmhhh, ora tieni la cappella in bocca e succhiala mentre l'accarezzi con la lingua". Mi sembrava quasi impossibile, stavo facendo per davvero sesso, sesso serio, un sesso che consideravo proibito perchè fatto con un altro uomo, ma pur sempre sesso e, con mia sorpresa, decisamente piacevole.

Eh si, il mio primo pene quella cappella turgida risultava essere davvero gustosamente buona, il contatto con le labbra e la letterale carezza della lingua mi davano una sensazione di buon sapore, al punto che mugolai d'apprezzamento anch'io.

Lo sentii ridere e mi disse "Ti piace, eh? A quel punto mi disse "Brava, adesso succhia" e portando anche l'altra mano alla mia testa cominció un lento e gradualmente, sempre più accentuato movimento di bacino avanti e indietro, affondando sempre di più il cazzo nella mia bocca.

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Si fermó quando, con circa mezzo cazzo infilato nella mia bocca, mi venne un conato di vomito per il fatto che era quasi in gola. Mi disse di continuare io il mio primo pene la testa e, riprendendo fiato, ubbidii. Quel che ricordo fu il suo silenzio, probabilmente voluto, mentre scorrevo avanti e indietro con le labbra e una mano sul suo cazzo che pareva di ferro tanto era teso.

D'improvviso avvertii una contrazione e contemporaneamente mi sentii la bocca piena di un liquido indefinibile, mi ritrassi istintivamente svuotando la bocca all'esterno e capendo contemporaneamente che si trattava del suo primo fiotto di sborra. Rimasi a bocca aperta a guardarlo mentre fuoriuscivano gli altri fiotti, poi alzai lo sguardo e lui ebbe un'espressione sorniona che mi dava tanto di un "oops", come se non lo avesse fatto apposta.

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Andandosene fu prodigo di complimenti, dicendomi che avevo una bocca morbida e calda, un vero nido per il suo uccello, che per essere la mia prima volta gli ero "sembrata" sufficientemente passionale, e che probabilmente ero "nata" per fare bocchini. Fu anche molto risoluto perchè mi dette l'appuntamento per la settimana dopo ma, non avendo gradito il mio tirarmi indietro mentre veniva, testuali parole, mi disse "Se non ti fai sborrare in bocca, il mio primo pene venire proprio!

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Credo che sia stata la sua prima, palese, azione dominante nei miei confronti. Ovviamente fu una settimana pensierosa, da una parte mi era piaciuto un casino tenere il suo cazzo in bocca e volevo rifarlo senz'altro, dall'altra non ero certo che avrei gradito la "sborrata in bocca". Cercai in tutti i modi di fare mente locale a quegli attimi, a quali sensazioni avessi provato, al sapore sentito, ma non trovai motivazioni valide atte a impedirmi di farlo. In effetti non è che le sensazioni fisiche fossero state nettamente negative, la densità era stata, più o meno, come quella di un succo di frutta e il sapore non aveva sapore, solo un vago retrogusto dolciastro, quindi mi convinsi che forse potevo farlo, anzi, dovevo, perchè, appunto, volevo ancora succhiare quel cazzo.

Quindi, la settimana dopo ero in cabina ad aspettarlo.

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