Perché non cè un pene negli uomini

Disfunzione erettile (DE) - Problemi di salute degli uomini - Manuale MSD, versione per i pazienti

Home Comportamento Sessualità Perché l'uomo ha perso l'osso del pene Ce l'hanno macachi, bonobo e scimpanzé, ma è assente negli umani.

scarsa erezione con eccitazione

La storia evolutiva dell'osso penico aiuta a capire perché, in fondo, non ne abbiamo più bisogno. L'osso penico di un macaco.

Generalità Il micropene è un pene di dimensioni decisamente inferiori agli standard di normalità. A determinarne la comparsa è in genere una carenza di testosterone nei primi anni di vita fino all'adolescenza. Tuttavia, esistono anche casi idiopatici - cioè privi di cause spiegabili - e altri dovuti a fattori ambientali. Grazie a determinati esami diagnosticii medici possono risalire alle cause del micropene e pianificare modi e tempi della terapia. Di solito, le cure ormonali hanno un'importanza fondamentale in età giovanile, in quanto in molti casi riescono a incrementare le dimensioni del pene.

Eppure il baculum, questo il nome dell'osso penico, è presente in molti primati: ce l'hanno macachi, bonobo, scimpanzé, gorilla e molti perché non cè un pene negli uomini placentati. Che cosa l'ha reso inutile per l'uomo, nel corso dell'evoluzione?

capovolgere il pene

Perché alcune scimmie ne hanno uno e altre no? Era quindi sicuramente presente nel più recente comune antenato di primati e mammiferi carnivori.

come rimpicciolire il tuo pene

Più a lungo. Il motivo per cui poi, in alcuni discendenti è andato scomparendo sembra legato alle modalità di accoppiamento.

cosa influenza la crescita del pene

Nei primati, la presenza del baculum è legata alla maggiore durata dei rapporti, essenziale per garantire alte possibilità di generare prole nelle specie poligame, in cui molti maschi si accoppiano con molte femmine. Ancora il mio turno. Il fatto di poter rimanere a lungo - supportati indipendentemente dall'erezione - nel corpo della partner sottrae tempo ai rivali e aumenta le chance di assicurarsi una discendenza.

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La poligamia e la presenza di accoppiamenti stagionali, infatti, sono fattori predittivi della lunghezza dell'osso penico nei primati. Nell'uomo le cose funzionano diversamente. Gli scienziati ipotizzano infatti che l'essere umano abbia perso l'osso del pene quando la monogamia è emersa come la strategia riproduttiva dominante, circa 1,9 milioni di anni fa, al tempo dell'Homo erectus.

A quel punto non c'era più bisogno di far durare la penetrazione perché non cè un pene negli uomini più a lungo, e l'osso è scomparso.

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